Partito “LEADER 2030”, il primo progetto “Europe’s Rail” coordinato da DITECFER: Predirà la disponibilità o meno di materie prime e componenti per il ferroviario al 2030

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  • Veronica Bocci

Partito “LEADER 2030”, il primo progetto “Europe’s Rail” coordinato da DITECFER: Predirà la disponibilità o meno di materie prime e componenti per il ferroviario al 2030

Lanciato ieri a Berlino il nuovo progetto europeo concepito e guidato da DITECFER: si intitola “LEADER 2030 – Lessons for European Autonomy to Deliver Europe’s Rail in 2030” ed è il suo primo finanziato dal programma di ricerca e innovazione in campo ferroviario “Europe’s Rail”.

Del valore di settecentomila euro e durata trenta mesi, nasce dall’esperienza maturata da DITECFER durante la crisi del COVID-19 a supporto della Commissione Europea nel ‘ricostruire filiere interrotte’ per la fornitura di parti/materiali tra territori europei.

Siamo sicuri che le innovazioni che si stanno sviluppando nell’ambito del programma Europe’s Rail per trasformare il sistema ferroviario europeo nel 2030 troveranno le necessarie materie prime e componenti per essere portate sul mercato?Questa è, in parole povere, la domanda chiave alla base del progetto – dichiara Veronica Elena Bocci, coordinatore del progetto, Coordinatore di DITECFER e Vice Presidente di ERCI, l’associazione dei cluster ferroviari europei con sede a Bruxelles. È con questo cappello che coordina il progetto, per garantire il massimo coinvolgimento dei territori che ospitano le filiere industriali ferroviarie europee: 16 cluster a coprire 17 Paesi.

Già nel 2014 il 50% dei componenti necessari alla filiera ferroviaria europea venivano da fuori continente, e la percentuale ha continuato a crescere negli anni. Poi sono arrivati il COVID-19 e tutte le altre crisi di varia natura e durata (blocco dei porti cinesi, interruzione del Canale di Suez, guerra in Ucraina, costi energetici esplosi, ecc.) ed hanno impattato le filiere globali di fornitura, insegnando al sistema industriale europeo la sua vulnerabilità. Anche il cambiamento climatico sta facendo la propria parte in questo ambito, giacchè gli eventi sempre più catastrofici che stanno colpendo il Sud-Est Asiatico – dove è localizzata la quasi totalità di determinate produzioni – impattano sulla disponibilità di chip, altri componenti e materie prime perché le fabbriche sono alluvionate o perché miniere franano. La Commissione Europea, nel rivedere la sua politica industriale nel 2021, ha incluso la resilienza e autonomia come uno dei cardini, ed ha iniziato ad investire pesantemente nel lancio di alleanze industriali in tutti quei campi chiave per l’industria europea: dalle materie prime critiche alle batterie; dall’idrogeno alla plastica; dai processori e semiconduttori a industrial data, edge and cloud. Non solo: per garantire ad esempio l’accesso alle terre rare fondamentali per un numero sempre maggiore di applicazioni, la Commissione Europea ha avviato una politica di accordi commerciali con Paesi extra-UE diversi dalla Cina che ne sono ricchi, per potersi garantire l’accesso a queste risorse.

È questo il quadro di complessità della sfida cui il progetto LEADER 2030 dovrà dare risposta, analizzando le disruptions vissute dalla intera filiera ferroviaria ed in altre filiere di comparazione negli anni recenti; analizzando in dettaglio le innovazioni attese dal programma Europe’s Rail nel 2030, per definirne per ciascuna di esse le materie prime e componenti necessari, materiali e immateriali; analizzandone la disponibilità effettiva in ottica 2030 nelle quantità necessarie, anche considerata la ‘concorrenza’ nell’accesso a materie prime e componenti da parte di altre filiere industriali: si veda il caso di chip, batterie, ecc., necessari a molte altre applicazioni; definendo raccomandazioni di policy ed azioni industriali necessarie a garantire la disponibilità di quanto necessario laddove si trovassero – come atteso – dei gap: questo potrà riguardare l’apertura di nuove miniere in Europa, la sottoscrizione di nuovi accordi commerciali tra la UE e nuovi Paesi fornitori, la spinta verso politiche di circolarità per il recupero e riutilizzo in Europa di materie e componenti, ecc..

Assieme ad ERCI, sono partner del progetto il tedesco GKZ, il cluster che rappresenta la filiera delle miniere europee; Railenium, il centro francese di ricerca e innovazione per il ferroviario; Teknopark Istanbul, il centro tecnologico e incubatore turco specializzato in settori ad alta intensità tecnologica quali – oltre al ferroviario – Aerospazio e Difesa, con cui il progetto cercherà di misurare eventuali differenze in termini di resilienza durante le ultime crisi delle filiere globali.

Informazioni sul progetto possono essere trovate sul sito: LEADER 2030

 

DITECFER S.c.ar.l. è il Distretto per le Tecnologie Ferroviarie, l’Alta Velocità e la Sicurezza delle Reti con sede a Pistoia, e che raccoglie ad oggi 59 Soci da tutta Italia.

ERCI European Railway Clusters Initiative ASBL è l’associazione di diritto belga che raccoglie 16 cluster/distretti ferroviari da 17 Paesi europei: Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Polonia, Regno Unito, Serbia e Stati della ex-Jugoslavia Spagna, Svezia, Turchia.

Europe’s Rail JU è il programma europeo di ricerca e innovazione nel settore ferroviario, successore – per il periodo 2021-2027 – del programma Shift2Rail che ha operato nel 2014-2020.

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